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Sabato 28 Aprile 2012 23:06 |
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Benna, 27 aprile 2012
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10^ riedizione Biella - Santuario di Graglia - Comunicato Stampa |
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Domenica 22 Aprile 2012 15:56 |
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Graglia Santuario, 22 aprile 2012
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COMUNICATO STAMPA
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Si è svolta nella mattina di domenica 22 aprile 2012 la "Biella - Santuario di Graglia", classica corsa podistica su strada per atleti FIDAL, organizzata dalla A.S.Gaglianico 1974 e giunta quest'anno alla sua 10^ riedizione. Dopo il temporale della sera precedente, una mattinata fresca e arieggiata e un clima quasi ottimale per correre ha salutato gli atleti che anche quest'anno si sono cimentati negli 11 chilometri del percorso di gara.
Sono stati ben 217 i podisti schierati alla partenza, in via Lamarmora, e senza alcun ritiro tutti sono giunti al traguardo di Graglia Santuario. Madrina d'eccezione per questa prima "Riedizione" in doppia cifra della Biella-Graglia è stata Elisabetta Perrone. Una madrina "in pista", a dire il vero, visto che pur essendo fuori classifica e dotata per questo di un pettorale personalizzato ha colmato la distanza di gara nel tempo notevole di 55' 34".
Sul piano agonistico, la vittoria della competizione è andata ad Alberto Mosca, del G.S. Orecchiella Garfagnana, che dopo aver condotto la gara in solitaria ha tagliato il traguardo 41' netti dopo la partenza. Oltre tre minuti di distacco ha subito il secondo atleta classificato, Paolo Proserpio dell'Atletica Palzola, giunto in 44' 19". Terzo gradino del podio per Stefano Velatta (primo di società "biellese"), dell'Atletica Candelo, col tempo di 45'53".
Nella gara femminile si è imposta invece Elisa Masciocchi dell'Atletica Palzola, col tempo di 53'57", seguita da Sonia Destro (G.S.Ermenegildo Zegna), giunta in 55'58", e da Monica Ronzani (G.S.Ermenegildo Zegna), col tempo di 57'01".
Nella classifica per Società a punteggio, la prima piazza è spettata all'A.S.Gaglianico 1974, la quale ha rinunciato al riconoscimento in quanto Società organizzatrice. Il primo premio è stato quindi conseguito da Atletica Candelo, seguita da G.S. Ermenegildo Zegna e  GSA Pollone.
Infine, un momento particolare della premiazione è stato riservato, proprio in occasione del decennale, per conferire un riconoscimento all'unico atleta che sinora ha partecipato a tutte le 10 edizioni: si tratta dell'atleta Master 50 Sergio Filippi della A.S.Gaglianico 1974, a cui pure si è deciso di assegnare il pettorale personalizzato, riportante il numero 10.
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A.S.GAGLIANICO 1974
L'Addetto Stampa
ENRICO MACCHETTI
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Sabato 21 Aprile 2012 16:24 |
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Milano, 15 aprile 2012
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Oggi ho visto la gioia nella stanchezza degli occhi delle persone, perchè la Maratona la vince il primo, ma la vince soprattutto anche l'ultimo che taglia il traguardo e poco importa del tempo finale, perchè ognuno corre prima di tutto contro se stesso, contro le proprie paure e i propri limiti.
Proprio lì, a 195 metri dal traguardo, dopo 42 km corsi oggi in una giornata di pioggia e di freddo, con il pericolo di scivolare e "annegare" nelle pozzanghere, con la sofferenza fisica di tante ore di corsa, solo lì si realizza di avercela fatta e la stanchezza negli occhi vola via per far posto alla gioia della felicità ...
Alessio Revello           2:59:34              196 assoluto su 3975 arrivati
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Dodicesima edizione della Maratona milanese bagnata da una pioggia incessante, ma che non ha impedito ai 4587 maratoneti partenti (3976 arrivati) e 8412 staffettisti, di correre lungo il percorso, interamente pianeggiante, che portava a Rho fiera passando per le più belle vie centrali di Milano e terminando di fronte al castello Sforzesco.
Organizzazione buona, ma che ha reso la riconsegna delle sacche la seconda impresa della giornata dopo aver terminato la gara.
Personalmente, è stata la prima volta che partecipavo ad una maratona e non ho parole per descrivere la soddisfazione e la gioia per essere riuscito a portare a termine la corsa in 1396° posizione, con il tempo di 3:34:04.
Complimenti anche a Pietro Perona del Gaglianico, che ha concluso in 4:55:23.
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Stefano Destro
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1° Trail Nata Libera nella Serra Biellese - 2 |
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Mercoledì 04 Aprile 2012 19:23 |
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Sala Biellese, 1 aprile 2012
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Isabella (1^ classificata) ci scrive.............

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Seguendo il mio istinto, ho trovato un’altra vittoria!
Segui il tuo istinto! Così recita il cerbiatto Tip Tap stampato sulla maglietta che ho acquistato ieri al banchetto dell’associazione no profit Nata Libera, che ha dato il nome alla prima edizione del trail organizzato a Sala Biellese e, a favore della quale, è andato tutto il ricavato della manifestazione. Seguire il mio istinto, mi ha portato ieri nella Serra Biellese, un paradiso in terra, con larghi sentieri per escursioni, a piedi o in bicicletta. Il percorso di gara, disegnato dall’A.S. Gaglianico74, con la supervisione della campionessa Elisabetta Perrone, si è subito rivelato veloce e avventuroso perché, ad ogni km, si presentavano davanti agli occhi degli atleti scenari diversi, dal bosco fitto, a tratti di spianate erbose, dalla pineta alle mulattiere che, risalendo lungo le pendici delle colline, lasciavano correre lo sguardo su scorci e panorami incontaminati, fino alle suggestive discese e salite a mo’ di montagne russe dei km centrali. Un ragionamento può essere sbagliato, un’emozione no. Per questo corro e mi lascio trasportare dalla gioia di farlo! Quando corro nella natura sento molto meno la fatica che sull’asfalto, e anche ieri, nonostante i continui cambi di ritmo, dovuti alle salite e alle discese, che costringevano a correre sempre a perdifiato, l’ambiente circostante mi ha trasportato in una sorta di dimensione parallela, in cui immaginavo intorno a me gli animali del bosco che ci spiavano, quando passavamo ansanti, e si domandavano come mai, e da chi, stessimo scappando tutti. E proprio agli animaletti voglio dedicare la mia vittoria! Perché li amo e, nel mio piccolo, cerco di proteggerli al meglio come giovedì mattina quando è volato nel mio ufficio, probabilmente scappando da qualche gabbietta dei condomini antistanti, un piccolo uccellino, un diamante mandarino, che ho messo in salvo, e che, alla fine, ho portato a casa ad aumentare la mia ‘tribù’ composta da 2 cani e 2 gatti. Non poteva che rivelarsi un portafortuna per una gara organizzata da un’associazione che ha fatto del salvataggio degli animali, selvatici e non, la sua ragione di vita. Inoltre, prima della partenza della gara, ho fatto la foto beneaugurante con la cagnolina Stella del Bar Lupo di Sala, che accoglieva festante tutti i runners, e che ho ufficialmente nominato la mia mascotte della giornata. Grazie alla mia vena animalista, che mi ha fatto preferire, per la terza domenica consecutiva, una levataccia per andare fin dalle parti di Biella, invece di optare per una delle tante gare che domenica c’erano in Lombardia, ieri ho potuto alzare le braccia un’altra volta all’arrivo, tra due ali di pubblico che, nonostante non sia un’atleta piemontese, mi hanno accolto e fatto sentire a casa fin dalla prima gara! Ci avrà messo lo zampino la Piota Vagante che, pur non avendomi fatto smarrire la via di casa nel suo trail di due settimane fa, ora mi riporta sempre a correre nel Biellese? Se anche fosse, devo sicuramente ringraziarla, perché sto scoprendo dei territori di notevole interesse naturalistico, che fanno venire voglia di dimenticare la vita frenetica per tornare ad assaporare la vita nei piccoli borghi che occhieggiano sulle pendici boschive dei colli. Dopo due anni di mezze maratone e corse su strada, alla mia prima esperienza di corsa in montagna nell’aprile scorso, ho capito che la mia ‘strada’, da quel momento in poi, sarebbero stati i sentieri. In attesa delle skyrace estive, quest’anno ho quindi scelto di allenarmi coi trail nei mesi invernali e primaverili, scoprendo così un mondo genuino, di fatica e di sudore, ma soprattutto di passione per la corsa e amore per la natura! E’ bello correre nei boschi, senza l’assillo del cronometro che, su questi percorsi, è inutile perchè non ci possono essere termini di riferimento assoluti, visto che anche lo stesso percorso di gara, in condizioni climatiche differenti, da un anno all’altro, può far riscontrare differenze di minuti, dovute al terreno scivoloso o meno, a un tronco caduto da scavalcare, che l’anno prima non c’era o a tante imprevedibili variabili che rendono ogni corsa unica e diversa. Ma soprattutto è bello il tifo delle persone che, in diversi punti dei sentieri, o nei brevi pezzi in cui si torna sulla strada per attraversare i paesini tra una collina e l’altra, non si risparmiano nel tifo per tutti gli atleti, dal primo all’ultimo, che sia conosciuto o meno. Questo spirito fa sì che dopo la gara ci si ritrovi tutti con le gambe sotto il tavolo a mangiare in compagnia, come ieri nella piazza di Sala Biellese che è diventata una sala da pranzo all’aria aperta con signore che distribuivano la polenta concia per tutti. Non c’è miglior modo di festeggiare che stare in compagnia di chi condivide i tuoi stessi ideali. E ieri mi sono sentita proprio a casa, trascorrendo ore piacevoli, tutti insieme, in nome dell’amore per la natura, per lo sport e per gli animali.
130 gli atleti classificati al trail lungo poco meno di 19 km, valevole come Prova Unica del Campionato Regionale di specialità "Lunghe Distanze" FIDAL 2012, che ha visto trionfare ancora i vincitori del trail della Piota Vagante, Enzo Mersi dell’Atletica Monterosa (1h13’35’’) e Isabella Labonia (1h30’06’’) dell’Atletica Presezzo Valetudo. A completare il podio maschile il neo campione regionale Michele Rossi (1h14’40’’) del G.S.A Valsesia e Carlo Torello Viera (1h16’22’’) del G.S Ermenegildo Zegna. Podio femminile su cui sono planate due aquile Valetudo Rosa, che, nel luglio scorso ai campionati italiani di Skyrunning a coppie hanno messo anche gli artigli sulla medaglia d’argento: prima Isabella Labonia, seguita da Marina Plavan che in 1h35’49’’si è laureata campionessa regionale assoluta e master B, con la maglia della sua squadra Fidal S.D. Baudenasca. Sul terzo gradino del podio, l’atleta di casa Gabriella Boi dell’A.S. Gaglianico74 che, con il tempo di 1h40’06’’, si guadagna la maglia di campionessa regionale Master A. Tra le altre aquile Valetudo presenti, ottimo quarto posto per Carmela Vergura. Un dolore al tendine ha invece impedito a Alberto Bolcato di primeggiare come suo solito, costringendolo a rallentare per giungere al traguardo in 30esima posizione assoluta. A lui i migliori auguri di pronta guarigione! Tra i 51 atleti del trail corto di 11,8 km trionfano Alberto Mosca (42’41’’) della G. S. Orecchiella Garfagnana, seguito da Luca Valz (48’52’’) dell’A.S. Gaglianico74 e Valerio Facciolo (50’24’’) dell’Euroatletica2002. Per quanto riguarda l’altra metà del cielo, al primo posto Joanna Drelicharz dell’Atletica Futura ASD, seguita da Nicoletta Passuello del G.S. Ermenegildo Zegna e Tiziana Borri dell’A.S. Gaglianico 1974.
Isabella Labonia
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1° Trail Nata Libera nella Serra Biellese |
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Domenica 01 Aprile 2012 18:45 |
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Sala Biellese, 1 aprile 2012
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COMUNICATO STAMPA
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GAGLIANICO - La prima edizione del "Trail Nata Libera", svoltasi a Sala Biellese domenica scorsa va in archivio nel migliore dei modi. Il cielo terso, il sole primaverile che illuminava la Serra e il clima mite hanno battezzato come meglio non si sarebbe potuto la neonata gara del calendario podistico biellese. Le energie degli organizzatori, l'Associazione Animalistica Nata Libera che si è avvalsa in questo caso della collaborazione tecnico logistica della A.S.Gaglianico 1974, sono state ripagate dal successo complessivo di partecipazione - e anche dal suo ricavato, destinato integralmente a sostenere le attività portate avanti dall'Associazione Animalistica stessa.
Anche i numeri hanno dato ragione a chi aveva creduto nella bontà del progetto di proporre agli atleti biellesi (e non solo) questo nuovo trail. I partecipanti sono stati complessivamente 181, suddivisi tra i due percorsi in cui si articolava il "Trail Nata Libera". A essere precisi infatti la manifestazione è stata in realtà un "doppio trail", composto di due distinte competizioni, entrambe agonistiche (e quindi rivolte ai soli tesserati FIDAL), dal percorso di lunghezza diversificata: poco meno di 19 km per la cosiddetta "lunga" e poco più di 11 km per la "corta".
Fiore, anzi "fiori" all'occhiello di tutto quanto sono state però le starters, autenticamente d'eccezione, della duplice competizione: hanno dato il via alle gare due figure più che note dello sport biellese: Elisabetta Perrone, medagliata olimpica e tutt'ora impegnata agonisticamente per la Forestale, che oltre a rivestire il ruolo di testimonial è stata in realtà il vero cervello organizzativo di questo trail; e Beatrice Lanza, già nazionale olimpica di Atene 2004.
In campo maschile si è imposto, nella 19 km, Enzo Mersi (Atletica Monterosa Fogu Arnad) fermando il cronometro a 1h 13' 35", seguito da Michele Rossi (GSA Valsesia) con 1h 14' 40" e da Carlo Torello Viera (GS Ermenegildo Zegna) con 1h 16' 22". Podio maschile della 11 km invece integralmente "interregionale", composto da Alberto Mosca (GS Orecchiella Garfagnana) con 42' 41", Luca Valz (AS Gaglianico 1974) con 48' 52" e Valerio Facciolo (Euroatletica 2002) con 50' 24".
La gara lunga femminile è stata invece dominata da colei che sta diventando una presenza ormai nota tra le vincitrici di gare biellesi, la bergamasca Isabella Labonia (Atletica Presezzo) col tempo di 1h 30' 06", seguita a oltre cinque minuti da Marina Plavan (AD Baudenasca) con 1h 35' 49" e da Gabriella Boi (AS Gaglianico 1974), con 1h 40' 06". Podio femminile della corta che invece ha visto al primo posto Joanna Drelicharz (Atletica Futura ASD), al secondo posto Nicoletta Passuello (GS Ermenegildo Zegna) e al terzo posto Tiziana Borri (AS Gaglianico 1974).
La gara dei 19 km era peraltro valevole come Prova Unica del Campionato Regionale di specialità "Lunghe Distanze" FIDAL 2012. Il titolo assoluto è andato per il settore maschile a Michele Rossi (categoria Senior) e per il femminile a Marina Plavan (categoria Master B), entrambi secondi delle rispettive classifiche assolute. Per quel che concerne le diverse categorie in gara per il Campionato, tra gli uomini si è aggiudicato il titolo delle Promesse Fabio Toniolo (GS Baudenasca), tra i Master A Mauro Uccelli (GS Genzianella), tra i Master B Valentino Osiliero (GAC Pettinengo). Per il settore femminile, tra le Seniores si è aggiudicata il titolo Isabella Boccone (SS Vittorio Alfieri Asti), mentre tra le Master A Gabriella Boi (AS Gaglianico 1974).
Si è trattato nel complesso di risultati ottimi anche sotto il profilo tecnico, aiutati non poco dal clima asciutto degli ultimi giorni che non ha appesantito o creato problemi di tenuta del terreno di gara, sviluppato pressoché interamente al di fuori dell'asfalto. Giudizi ottimi sulla gara sono arrivati anche dalle prime considerazioni dei protagonisti, gli atleti entrati in prima persona nel vivo della manifestazione. Le valutazioni a caldo dei vincitori, Mersi e Labonia, sono state concordi nell'approvare la scelta dei responsabili, che hanno tracciato un percorso di gara "veloce e impegnativo, che costringeva a tenere sempre il ritmo con i suoi continui saliscendi".
C'è stato ogni motivo di soddisfazione quindi ad allietare la stanchezza di Betty Perrone, alla sua prima esperienza sportiva in qualità di organizzatrice. Un'esperienza che, anche tenuto conto della causa benefica per cui il "Trail Nata Libera" è nato, per dirla con le parole dell'organizzatrice stessa, non potrà non riproporsi anche nei calendari delle future stagioni agonistiche di atletica leggera.
A.S.Gaglianico 1974
L'ADDETTO STAMPA
Enrico Macchetti |
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Sabato 24 Marzo 2012 21:48 |
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Vigevano, 18 marzo 2012
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In occasione della mezza maratona di Vigevano, partiamo di buon mattino, lasciandoci alle spalle un acquazzone notturne e un cielo grigio, raggiungiamo la città ducale, dove dopo una piccola pioggerella, compaiono timidi i primi raggi di sole,dopo aver messo in pratica il riscaldamento del caro Gigi, ci implotoniamo ordinatamente, all'interno della pista, il cui fondo lascia molto a desiderare, dello stadio Dante Merlo.
Subito dietro ai top runner, percorriamo il pecorso, che si snoda nelle belle vie del centro storico attarverso la sontuosa piazza ducale,da lì, uscendo dal paese, sciogliamo il passo, stretti tra noiose e dormienti risaie, con un vento che soffia chiaramente oppossto alla nostra traiettoria.
Entriamo nel parco del Ticino, costeggiando il fiume, in un tracciato sempre ben segnalato e regolare.
Ci riportiamo verso lo stadio, tagliamo soddisfatti il traguardo e ci ricarichiamo con un buon rinfresco e e soprattutto una abbondante risottata!
Domenica di festa , domenica di sport, saluti da Andrea, Gianfranco, Luca, Mario e Patrick
Luca Meirone

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Lago Maggiore Half Marathon |
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Lunedì 19 Marzo 2012 20:34 |
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Stresa, 11 marzo 2012
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CLASSIFICA
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Come lo scorso anno il sole sembra apprezzare per questa gara e, dopo un inverno trascorso con pochi e stoici crossisti, la mezza del lago maggiore permette di uscire dal letargo e riassaggiare l'asfato, incontrando vecchi e nuovi compagni di squadra.
Ben venti gli atleti a rappresentare la società nella gara che quest'anno prevedeva la partenza da Verbania e, dopo un piccolo anello nel suo abitato, tra numerosi e dolci cambi di pendenza l'arrivo a Stresa.
L'organizzazione ha ben lavorato chiudendo le strade alla circolazione per tutti i partecipanti, (non solo per i primi come accade in altre gare) e predisponendo graditi ristori e spugnaggi lungo il percorso, all'arrivo medaglia, maglietta e ristoro light.
Tanti gli amici del biellese, alcuni dei quali a premi nelle rispettive categorie, complimenti in particolare Viviana Vellati del
Candelo: prima atleta italiana all'arrivo.
Complimenti e grazie anche a "colleghe/i" del Gaglianico, alcuni all'esordio sulla distanza: Roberta Caveggia, Marinella Cherchi, Argentina Copasso, Donatella Fantone, Manila Lazzaroni, Elisabetta Paraluppi, Maura Perazzone, Stefano Bona, Davide Borghesan, Luca Colombo, Maurizio D'Agostino, Andrea Desogus, Stefano Destro, Nicola Favaro, Michele Lerro, Ettore Patriarca, Alberto Picchetti Castellani, Ganfranco Sergi, Fabio Trivero, Andrea Ventura.
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Andrea Desogus
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Trail della Piota Vagante |
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Lunedì 19 Marzo 2012 20:27 |
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Salussola Prelle, 18 marzo 2012
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Riceviamo da Isabella (1^ classifica)..........
Nei boschi della Piota Vagante, cercando di smarrire la via di casa, ho trovato, invece, per prima il traguardo…..
Narra la leggenda che nei boschi popolati di fate e folletti, elfi e gnomi ci sia anche l’erba dello smarrimento, un’erba piccolissima e sconosciuta ai più, che viene seminata dai Folletti intorno ai luoghi da loro frequentati. Chi la calpesta comincia a vagare per campagne e boschi perdendo completamente l'orientamento. Secondo altre leggende è essa stessa un Folletto burlone. In questi casi è nota come Piota Vagante. E proprio l’aver letto sul volantino dell’A.S. Gaglianico 1974 di questa fatina dispettosa che travestita da zolla d’erba non ti fa più trovare la via di casa mi ha invogliato ad un’altra levataccia per correre nei boschi fatati delle colline biellesi. Purtroppo per il secondo anno consecutivo, anche gli Dèi, Giove Pluvio in primis, non sono stati clementi con questi bravi organizzatori che, alla prima edizione, avevano dovuto addirittura accorciare il percorso di gara per il maltempo. La pioggerellina di ieri alla partenza, per fortuna, non ha destato preoccupazioni, anche se dopo i primi km di gara si è trasformata in un bello scroscio di acquazzone che non è, però, durato a lungo. Il percorso di gara è stato caratterizzato da continui cambi di ritmo, su e giù dalle colline, adatto a chi ha la gamba veloce in piano e non patisce troppo gli sforzi in salita. Avevo deciso di impostare la strategia di gara affrontando con grinta le salite, cercando di spingere nei tratti in piano e lasciando andare in discesa le gambe in velocità , per recuperare anche gli sforzi di fiato, ma quando ho sentito il via mi sono lanciata come una pazza dietro al gruppo dei primi uomini e ho cercato di spingere il più possibile per imboccare il primo stretto sentiero in una buona posizione e non subire i soliti rallentamenti dovuti al collo di imbuto che si forma quando alcuni atleti iniziano a camminare perché sono partiti ad un ritmo non sostenibile. Per fortuna le mie gambette, ritemprate dal giorno di riposo in più, hanno risposto bene per cui ho potuto amministrare tutto il percorso al mio ritmo, senza dover subire quello degli atleti davanti. I primi uomini, infatti, dopo i primi km sono spariti dalla vista e io ho proseguito decisa, superata ogni tanto da qualcuno partito più lento e andando a recuperare chi iniziava a subire il percorso nervoso e spacca gambe. Verso la parte finale della gara, per paura di rallentare troppo per la naturale stanchezza, mi sono concentrata sugli uomini che vedevo davanti a me, convincendomi che se fossi andata a riprendere loro avrei messo una buona distanza tra me e le inseguitrici. Quando si corre in testa, infatti, è difficile gestire la gara perché nessuno ti può dire che distacco ha la seconda donna, per cui l’unica strategia vincente è imporsi di non rallentare mai e, soprattutto, di non distrarsi, rischiando di cadere o di prendersi una storta. Sono considerazioni che, solo facendo gare ogni domenica, diventano un bagaglio di esperienza dal valore inestimabile. Ovviamente la concentrazione in gara impedisce di gustare appieno il paesaggio, ma chi mira alle prime posizioni di classifica non può neanche pensare di poter fare il turista; avrei però volentieri incontrato la fatina dispettosa, anche solo per perdermi in quei boschi e non tornare più a Dalmine! Nei boschi della Piota Vagante, cercando di smarrire la via di casa, ho trovato, invece, per prima il traguardo, in 1h32’54’’! Seconda l’acclamatissima aquila Valetudo Carmela Vergura con 1h39’57’’, terzo gradino del podio per Nadia Dal Ben in 1h40’36’’ della Podistica Tranese Unione Industriale. Primo uomo a tagliare il traguardo in 1h18’21’, Enzo Mersi dell’Atletica Monterosa, l’unico ad aver avuto la ‘fortuna’ di incontrare la Piota vagante, visto che ha smarrito la via e l’ha ritrovata solo recitando a voce alta una sequela infinta di improperi, che tra l’altro gli hanno dato il giusto stimolo per risuperare Maurizio Fenaroli (Valetudo Skyrunning Italia), passato momentaneamente in testa, giunto, alla fine, secondo in 1h19’21’’. A chiudere il podio maschile, Fabrizio Attardi, anche lui dell’Atletica Monterosa, con il tempo di 1h21’02’’. Al termine delle premiazioni, piatto di Panissa offerto dagli organizzatori e ottimo vino della signora Marilena Stroppiana, che ha aperto per noi atleti le porte della sua azienda vitivinicola nella piccola frazione di Prelle, vicino a Salussola, ospitandoci e coccolandoci per tutto il giorno. Numerosi atleti premiati a sorteggio sono tornati a casa felici con rose o piantine da frutto, vino e prodotti tipici del luogo. Ottima e abbondante la Panissa, piatto tipico del biellese-vercellese, di estrazione contadina, a base di riso, fagioli e salsiccia che rappresenta il piatto unico perfetto con il giusto apporto di carboidrati, proteine e grassi. Un bel pranzo conviviale che ha trasformato il post gara in un’allegra festa paesana, sotto lo sguardo attento del pavone di casa che dal camino o dal tetto del fienile ci ha tenuto d’occhio fin dal nostro arrivo, richiamandoci all’ordine ogni tanto con il suo paupulare che, per chi non l’ha mai sentito prima, è un verso che sembra quasi un grido. E al suo grido ho fatto eco io al traguardo con il mio di aquila Valetudo Rosa.
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Isabella Labonia
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