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Venezia, 23 ottobre 2011
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La mia prima Maratona, Venezia 23 ottobre 2011
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Dopo la rinuncia dell’anno scorso alla Maratona di Torino per una seria infiammazione alla bandelletta del ginocchio destro, ero onestamente giù di morale e quando le mie amiche mi hanno convinta ad iscrivermi alla Maratona di Venezia ero molto scettica.
Così ho corso per alcuni mesi fino alla fine di agosto, aspettandomi da un momento all’altro un acciacco, un malanno o che so una stupida distorsione alla caviglia x uso improprio di tacchi…
Arrivati ai primi di settembre non si poteva più rimandare la preparazione seria, ripetute, percorsi brevi ma veloci e i percorsi lunghi del sabato mattina con l’assistenza di una cara amica che veniva a recuperarci sperse nella pianura con acqua, viveri e asciugamani per non inzuppare di sudore i sedili della macchina.
Il tutto per 7 settimane, non molte a dire il vero.
E finalmente si parte per Venezia. Siamo in tre: Marinella la veterana alla sua terza maratona, Donatella e io alla prima esperienza.
Viaggiamo comodamente in treno, ad attenderci al Parco S. Giuliano di Mestre un bel sole caldo; qui c’è il punto ritiro pettorali e un sacco di maratoneti giovani e non più giovani con i quali scambiamo i nostri timori, consigli e in bocca al lupo. L’atmosfera è rilassata e si vedono volti sorridenti, qualcuno sa cosa l’aspetterà domani altri come me godono della loro incoscienza.
Lasciamo Mestre e raggiungiamo Venezia con i mezzi gratuiti per gli atleti e partiamo alla ricerca dell’albergo, su e giù per i ponti con la valigia cominciamo a capire come sarà l’arrivo domani. Usciamo alla ricerca del punto di ritrovo degli autobus che ci porteranno alla partenza della gara a Stra a circa 25 km da Venezia. Ancora su e giù dai ponti finchè esauste ordiniamo 4 pastasciutte (4 perché abbiamo tanta fame) che divoriamo in appena 40 minuti per lasciare il tavolo ad altri turisti. A letto presto.
Inutile dirvi che la sveglia suona ma in realtà siamo già sveglie per l’emozione, colazione lampo e via verso l’autobus che ci permette ancora un piccolo pisolino.
Il luogo della partenza è spettacolare, chi ha seguito la diretta in televisione avrà certamente visto la villa e il parco a fianco del quale ci disponiamo nelle griglie di partenza, e qui si vede la vera amicizia: la nostra veterana rinuncia alla partenza nella griglia più avanti per stare con noi nuove leve.
Non pensavo ma è veramente un festa. Ho partecipato a parecchie gare nella mia lunga carriera sportiva,  ma stavolta vedo le persone “rilassate” per quanto è possibile, felici di essere qui e con il sincero obiettivo di arrivare alla fine godendosi il percorso e la festa.
Per i primi 20 km corriamo lungo il corso del fiume Brenta sulla cui sponda sorgono meravigliose ville e giardini, ma soprattutto ci sono centinaia di persone che ci fanno il tifo, nei paesi ci sono ragazzi che suonano il rock al mattino presto. Fantastico, senti davvero un grande carica.
Il fiume umano di runners si snoda senza soluzione di continuitĂ e dopo aver passato un paio di km in una zona industriale si arriva a Mestre e si torna a correre nel verde del Parco S.Giuliano. Siamo al trentesimo km e comincio ad accusare stanchezza da ora in poi non ho idea di cosa mi aspetta, mi metto come obiettivo di raggiungere il ristoro successivo dei 35 km. Si, ma dove sarĂ ? Usciti dal parco si imbocca il mitico Ponte della LibertĂ , lunghissimo quasi 4 km, e infatti il ristoro si trova proprio a metĂ del ponte, e si vede il campanile di Piazza S.Marco. Fin qui sono arrivata; ora punto al prossimo ristoro che trovo al km.39 proprio appena prima di salire il primo dei 14 ponti.
Sono stanchissima, ho i crampi ai polpacci ad ogni passo ma non posso mollare certo adesso, stringo i denti, un ponte, poi un altro, poi un altro e finalmente arrivo in Piazza S.Marco. Emozione fortissima, la basilica, i palazzi, il campanile ma soprattutto la gente intorno che ancora ha voglia di sostenerci, in fondo i veri atleti sono arrivati 2 ore fa.
Il cartello indica km 41, wow è fatta!!! Ancora pochi minuti e due ponti… poi l’arco d’arrivo, è finita!
Medaglia al collo, mi sembra di volare per l’emozione! Quand’è la prossima ??!!
Dimenticavo tempo personale 4.06.40
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Elisabetta Paraluppi
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